"UN SEGNO DEL CIELO, COSA CI VOLEVA DIRE SAN FILIPPO?"

SORRISO DI SAN FILIPPO

SORRISO DI SAN FILIPPO Martedì 26 maggio, festa del nostro Patrono San Filippo Neri, si è aperto col suono delle campane della Chiesa Santa Maria Maggiore, dove risiede l’immagine del Santo. Cielo cupo, grosse nuvole avvolgevano il cielo. Un tempo che non garantiva nulla di buono. Si scrutava in alto ansiosi, pregando San Filippo di rasserenarsi almeno per la processione che doveva uscire alle ore 19, dopo la messa solenne celebrata dal nostro Mons. Franco Cacucci - Vescovo della Diocesi di Bari. Nel pomeriggio, stesso cielo cupo, nuvoloni minacciosi su Bari e paesi limitrofi. Odore di pioggia in arrivo anche da noi.

San Filippo, all’ora stabilita, con grande gioia dei bambini e di tutta la gente, si è mosso dalla Chiesa per recarsi in Piazza Plebiscito, dove avviene la tradizionale consegna delle chiavi del paese, questa volta da parte del Commissario Prefettizio, dott.ssa Rossana Riflesso. Giunto in piazza, fra lanci di rose, quest’anno tantissime, il rito delle chiavi ha avuto inizio, a cui ha fatto seguito il discorso del commissario e altro. Alzando gli occhi al cielo si è notata la formazione di una improvvisa schiarita che interessava solo la zona della piazza.

Teresa Milano, gioiese, innamorata del nostro patrono, dalla mattina l’aveva tanto pregato di rasserenare il cielo per la sua processione. Emozionata e stringendosi le mani al cuore, ha notato l’arcobaleno, ma la cosa che le ha fatto percepire come un messaggio silente nel suo cuore, l’arcobaleno, speciale unico a forma circolare come un’aureola - ho detto io - quando me lo hanno raccontato altre persone - mentre Teresa ha esclamato “un sorriso”. La zia che le era accanto,SORRISO DI SAN FILIPPO Maria Rosaria Milano, anche lei emozionata e tremante ha scattato una foto. La gente intorno ha cominciato a mormorare, è un segno del cielo, cosa ci vuole dire San Filippo?

A pochi chilometri da noi, pioveva a dirotto, su Gioia, neppure una goccia. Poi il cielo si è un'altra volta oscurato, si è alzato un fresco venticello. La processione ha fatto il giro del paese, ma nemmeno una goccia d’acqua ha rovinato l’elegante corteo di fedeli, militari e autorità, anche dei paesi limitrofi.

La stessa Teresa, ancora turbata, mi ha raccontato che mentre tornava a casa, ha trovato pioggia ovunque. La Sig.ra Maria Rosaria è rimasta smarrita, ma solo una foto è venuta chiara, le altre a causa dell’emozione e del tremolio delle mani erano sfocate. Di sicuro qualcuno borbotterà che sono tutte bazzecole, che viviamo di queste fantasie, ma molti non la pensano così.

Oggi più di uno si chiede: “Come interpretare quel segno? Cosa ha voluto dirci San Filippo, il così definito ‘Giullare di Dio’? Ha voluto farci uno scherzo?” Il nostro cuore è speranzoso. Non cessiamo mai di pregare, di confidarci con Lui, che conosce il nostro Paese, le persone, quelli che hanno il cuore gelido, i nostri futili capricci, le errate prese di posizione. Il suo cuore brucia ancora d’amore, ascoltiamolo; le parole a volte saranno dure come pietre, altre volte come petali di fiori che inebrieranno le nostre ore più tristi. Con tutti i seri problemi che ci attorniano, sorridiamo alla vita, perché non è lei che ci delude ma… le persone povere nel cuore.