Venerdì 16 Novembre 2018
   
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GABRIELE ZANINI E PIETRO VERNA ALLA LIBRELLULA

Pietro Verna e Michele Zanini

Pietro Verna e Michele Zanini Presso la libreria “La Librellula” di Gioia del Colle si è tenuta un’insolita quanto originale presentazione di un libro, “Ho vissuto” di Gabriele Zanini, originario di La Spezia, ma da circa dieci anni naturalizzato barese, conversanese per la precisione.

Accanto allo scrittore il cantautore Pietro Verna - che sarà ospite della rassegna Cantautorando al Red Pepper giovedì, 7 maggio - con la sua voce e la sua chitarra ha accompagnato la lettura di alcuni tra i più significativi passaggi del libro.

Il musicista insieme a pezzi di storia della grande musica d’autore italiana, ha emozionato i presenti con alcuni suoi brani che compongono “Ritratti” (2012) il suo primo album autoprodotto.

“Ho vissuto perché ho capito che la vita ogni giorno è certezze, lentezze, pause e riflessioni; ho vissuto perché nel mio cuore porto i sorrisi, gli abbracci, gli sguardi, i profumi e i gesti di persone che ho amato e ho visto andare via”, l’autore comincia così a guidare il pubblico nel viaggio alla scoperta del suo “vissuto” accompagPietro Verna e Michele Zanininato dalle note di “Vita mia” di Gianmaria Testa eseguita magistralmente da Verna. Dopo questi primi versi Zanini, salutando i presenti, confessa di essersi chiesto, dopo aver completato la scrittura del libro, chi lo leggerà, a chi può interessare leggere di frammenti della sua vita, e ha trovato una risposta ripensando a tutte le volte in cui egli stesso ha letto delle vite degli altri, a cosa accadeva in lui mentre leggeva. “Allora ho capito che quel che mi ha portato a scrivere questo libro, è la speranza che chi avrà la bontà di leggerlo possa trovare un qualcosa in più, possa esserne arricchito, ed è la stessa speranza che ho stasera per voi che siete qui”.

Presenta e ringrazia l’amico Verna, per aver accettato il suo invito e continua il viaggio.

IL VIAGGIO …

“Ho vissuto perché troppe volte ho permesso agli altri di farmi del male, ho vissuto perché non li ho ripagati mai con la stessa moneta, ma con misurata indifferenza” questi versi sono seguiti non a caso dal primo dei brani del cantautore: “L’indifferenza” .

Il viaggio nel vissuto dell’autore viene affrontato attraverso cinque aspetti fondamentali della sua vita: l’amore, i ricordi, i sorrisi, la poesia e l’amicizia.

“Ho vissuto perché ho visto donne e uomini giurare amore eterno senza guardare negli occhi la persona a cui lo giuravano; ho vissuto perché ho capito che rinnegare una propria storia pasPietro Verna e Michele Zaninisata è un po’ come rinnegare se stessi”, le note e le parole di “Io che amo solo te” di Sergio Endrigo hanno seguito queste parole.

Tra le varie letture che hanno emozionato Zanini, un posto importante lo occupa un brano dello scrittore Mario Rigoni Stern del quale legge dei versi.

“Ho vissuto perché ho capito che bisogna rispettare gli altri, le loro credenze, le loro opinioni perché è nella differenza la vera ricchezza e la vera felicità interiore; ho vissuto perché da bambino mi hanno insegnato a rispettare e a ricordare i morti per la patria, coloro che hanno dato la vita anche per la mia e la nostra attuale libertà; ho vissuto perché questo mi ha reso un adulto consapevole e, spero, migliore…”. Ad accompagnare questi frammenti, le note e le parole di “Io non mi sento italiano” di Giorgio Gaber.

È il momento dei ricordi e dei sorrisi: “Ho vissuto perché ancora oggi posso sentire il rumore del cucchiaio che mia nonna faceva girare nella tazza quando preparava lo zabaione, lei e la mia famiglia avevano paura che io non crescessi e oggi ho superato il metro e novanta…”, l’interpretazione di “Un giudice” di Fabrizio De Andrè accompagna questi ricordi.

A questo punto Zanini afferma: “Ci sono attimi che passano e poi non rimangono, restano a te, poi ci sono aPietro Verna e Michele Zaniniltri attimi che invece arrivano, si annidano e diventano ricordi, alcuni diventano indelebili, come per esempio una canzone, un suono, ed io questa sera voglio dedicarvi una poesia che ho imparato più di 25 anni fa sui banchi di scuola e non l’ho più dimenticata, questo mi ha fatto pensare che è molto importante quello che diciamo e insegniamo ai nostri ragazzi, perché ci sono cose, come questa poesia per me, che probabilmente non scorderanno mai”.

La poesia è “L’infinito” di Giacomo Leopardi, accompagnata da Verna che interpreta la sua: “Interiormente”. A questo punto l’autore e il cantautore in un dialogo dinamico danno delle loro definizioni di vita: così per Zanini: “la vita è una stretta di mano, è un abbraccio caldo nel buio, è ginocchia sbucciate e sudore sulla fronte, è un passo incerto, la vita in fondo è un inarrestabile valzer”; e per Verna invece: “…è una carezza di una madre, un bacio distratto, è la bellezza di chi non si è risparmiato, forse a volte è un silenzio che non avverte l’esigenza di gesticolare parole, è l’arte del saper inciampare, è una danza di fianchi.” Conclude il dialogo un altro brano di Verna: “Il vecchio e la dama”.

L’AMICIZIA…

“Ho vissuto perché con un gruppo di amici Pietro Verna e Michele Zaniniho visto Polignano dal mare, era la prima volta, meravigliosa; ho vissuto perché ho salutato l’anno nuovo da un rifugio piemontese ad un passo dal cielo stellato, avevamo fatto quasi quattro ore di cammino, avevamo avuto le allucinazioni, vi assicuro, e avevamo poca acqua e poca corrente elettrica, ma avevamo la forza e lo splendore della nostra giovinezza; ho vissuto perché accompagnando un amico ad un provino, sono stato scelto io e non lui per partecipare a “Beato tra le donne”; ho vissuto perché ho vinto la trasmissione ma ho perso l’amico”, l’autore si sofferma a raccontare questo “curioso”episodio che “fortunatamente”, dopo un po’ di tempo, si è concluso nel migliore dei modi, recuperando l’amicizia.

“Ho vissuto perché ho capito che l’abbraccio di un vero amico è una stella che illumina il cammino…” - e ancora l’importanza dei luoghi visitati - “ho vissuto perché ho visto l’aurora e poi l’alba da una barca in mezzo al Golfo dei Poeti a La Spezia, la città dove sono nato; ho vissuto perché nei miei occhi porto la bellezza di alcuni luoghi che ho visto, di città dove ho vissuto, o dove sono solo passato.”

E a questo proposito ricorda tra gli altri: la lentezza del fiume Reno che scorre soPietro Verna e Michele Zaninitto Bologna e la maestosità del rosone della Cattedrale di Conversano. Pietro Verna a conclusione dell’interessante e innovativa presentazione esegue un altro dei suoi brani, “Genova” che Zanini definisce “bellissimo”, e per omaggiare “la bellissima località di Polignano”, scoperta dall’autore dieci anni fa, quando si è trasferito a Conversano, città “che ha dato i natali ad uno dei più grandi autori che abbiamo avuto”, e su questa battuta il cantautore interpreta “Vecchio frack” del grande Domenico Modugno, emozionando visibilmente i presenti. Tra le motivazioni che hanno spinto l’autore a scrivere, “oltre il desiderio di lasciare negli altri un qualcosa in più, c’è il desiderio di avere fisicamente tra le mani un libro col mio nome, una sfida con me stesso e la necessità di fermare i ricordi per paura di averli dimenticati”. L’idea originale di presentare il libro con un accompagnamento musicale, nasce “dalla mia passione per la musica, dall’idea di voler unire le parole alla musica, trovando i brani giusti e la persona giusta per amalgamare il tutto e Pietro lo è.” Gabriele Zanini, infine, ringrazia le ragazze de “La Librellula” per il loro lavoro, “perché oggi portare avanti la cultura è difficile”, l’amico Pietro Verna per aver accettato il suo invito, e i presenti “pochi, ma buoni” e saluta tutti con una meravigliosa quanto illuminante citazione dello scrittore Oscar Wilde “Vivere è la cosa più rara al mondo, i più sopravvivono solamente, io ho vissuto”.

 

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