Domenica 18 Novembre 2018
   
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IL GIORNALISTA LUIGI QUARANTA INCONTRA GLI STUDENTI

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liceo quaranta e scuola di diritto Venerdì 17 aprile nell’ambito del ciclo di incontri sul Diritto si è svolto l’ultimo appuntamento previsto sul tema “Rapporti tra Magistratura e Media” con l’intervento del giornalista Luigi Quaranta. Il dirigente scolastico, prof. Rocco Fazio dà il benvenuto ai presenti, ringraziando il dott. Labellarte per la serie di eventi organizzati e per il livello degli ospiti che durante questi incontri è riuscito a coinvolgere e il dott. Quaranta per aver accettato l’invito.

A dare il via all’incontro tre studentesse che hanno illustrato il loro approfondimento sulla battaglia dell’uomo per la conquista della libertà, soffermandosi sulla Magna Carta del 1215, il primo documento fondamentale per il riconoscimento universale dei diritti del cittadino, fino ad arrivare alle idee illuministe di fine Settecento e alla Dichiarazione d’Indipendenza degli Stati Uniti d’America del 1776 alla quale si ispira la Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo e del Cittadino del 1789. Cenni sono stati forniti anche sul’ONU, sulla sua costituzione, sui suoi organi di governo e sulla Carta Fondamentale dei Diritti dell’Unione Europea del 2000.liceo quaranta e scuola di diritto

Il dott. Labellarte introducendo Luigi Quaranta afferma che il giornalista ha partecipato a numerosi incontri e tavole rotonde anche a livello nazionale sul rapporto tra giustizia e politica e si sofferma sulle problematiche emerse con l’avvento di internet e dei social network come la diffusione di notizie distorte, l’indebita diffusione di notizie coperte da segreto investigativo o che riguardano dati sensibili o che riguardano aspetti che non sono strettamente legati alle indagini; è fondamentale, per lui, separare le “notizie” dalle “opinioni”.

Quaranta esordisce esprimendo il suo gradimento sull’interessante successione di momenti di riflessione sulla Costituzione, sulla figura del Giudice e sul Processo mediatico proposti dal dott. Labellarte, ed inoltre afferma: “è importante capire come quei principi ricordati dalle studentesse vengono applicati nella realtà italiana”, a proposito dei giornali poi: “nel nostro paese pur essendoci una storia antichissima di giornali, la loro diffusione è asfittica e nel complesso se ne leggono pochi”, questo è imputabile alla debolezza dei media che sono fortemente dipendenti e quindi “condizionati” dal potere economico e politico, “ci vorrebbero editori liberi”. Per il giornalistaliceo scuola di diritto è necessario “abituarci a guardare con estrema cautela ed aumentare il nostro senso critico nei confronti dei media, perché non tutto quello che troviamo al loro interno è espressione della correttezza dell’informazione”.

Fa riferimento anche alla condizione italiana del momento caratterizzata due fenomeni: “la crisi economica del mondo occidentale” che si traduce nella difficoltà a reperire risorse per la pubblicità e quindi finanziare i giornali e “la transizione epocale dell’informazione” caratterizzata dall’avvento del web che “ha un effetto drammatico sui media” perché mentre prima c’erano due posizioni distinte, chi forniva l’informazione e chi la riceveva, ora grazie all’interattività, la grande scommessa della rete, “tutti hanno la convinzione e la possibilità di dire e rilanciare senza limiti” e questo porta ad una “diffusione di notizie meno controllata nel bene e nel male”. Per questo oggi il giornale è diventato “un prodotto industriale con lo scopo di trovare persone che lo comprano” per poter sopravvivere.

Quaranta accenna anche alla serie tv “1992” che affronta l’esplosione dello scandalo di Tangentopoli, il rapporto tra informazione e giustizia, dal quale sono derivate “storture e difficoltà che lasciano tutt’ora il paese disarmato di fronte a questi avvenimenti”. Un riferimento nella riflessione del giornalista va anche al caso del delitto di Perugia conclusosi con l’assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, su cui tanto si è scritto e letto, che liceo quaranta e scuola di dirittoconferma la regola delle tre S, Sesso, Soldi, Sangue, in quanto: “per vendere un giornale basta mettere in copertina storie che trattano questo” ed allo stesso tempo questa vicenda è “l’esempio di come i media retroagiscono sull’opinione pubblica”. Riguardo il tema del rapporto tra Magistratura e giornalismo Quaranta afferma che il modello di processo negli anni è cambiato, “un tempo la fase delle indagini era sostanzialmente segreta, il giornalismo giudiziario si svolgeva nelle aule di Tribunale, ed era quasi un genere letterario, da un certo momento in poi si è spostato nei corridoi delle procure dove si inseguono le notizie, e tutto questo dovrebbe prevedere un meccanismo secondo il quale chi riceve le informazioni dovrebbe essere nelle condizioni di discernere, di sapere”, ma aggiungiamo non sempre è così.

Per Quaranta “ci dovrebbe essere un estremo rigore deontologico del giornalista nella gestione delle notizie, in quanto citando un antico proverbio americano: gli errori dei medici sono sotto terra; gli errori dei giudici sono in galera, quelli dei giornalisti in prima pagina, proprio perché possono essere devastanti”, poi rivolgendosi agli studenti li invita ad essere attenti, a saper riconoscere quello che è affidabile, ad avere un’attenzione critica. Quaranta è per un giornalismo d’inchiesta che purtroppo oggi si è perso, forse un esempio, se non l’unico è quello delliceo scuola di dirittola trasmissione televisiva “Report”.

Uno studente gli chiede le fasi che un giornalista di cronaca giudiziaria deve seguire, Quaranta risponde che “il giornalista di cronaca giudiziaria frequenta persone poco raccomandabili”, sorridendo, e che sono tante le variabili in gioco e quindi dovrebbe avere una sua autonomia, non farsi strumento, soprattutto in un paese come il nostro dove ci sono ben sette tipologie di forze dell’ordine. Riguardo il finanziamento politico, secondo lui l’Italia avrebbe dovuto scegliere un finanziamento pubblico, e non seguire il modello americano perché “le nostre democrazie europee sono figlie della Rivoluzione Francese che oltre alla libertà, dell’Indipendenza Americana, aveva altri due ideali: uguaglianza e fratellanza, perché libertà ed uguaglianza vanno insieme, ma non sono la stessa cosa”.

Il dott. Labellarte in conclusione ringrazia il dott. Quaranta per l’interessantissimo incontro e a conclusione del ciclo d’incontri stila un bilancio positivo, con la speranza che i ragazzi abbiano acquisito qualche strumento in più per destreggiarsi nel mondo di oggi. Auspica inoltre che nella “buona scuola” di Renzi sia previsto l’insegnamento del Diritto nelle scuole di ogni ordine e grado, in chiusura il dirigente prof. Fazio preannuncia che questa importante iniziativa sarà riproposta anche per il prossimo anno scolastico.

 

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