Giovedì 18 Aprile 2019
   
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“DONNE IN CAMMINO” ALLA CONQUISTA DELLA LIBERTÀ

3-donne.jpgPRIMO

1-donne-in-camminoAd aprire l’incontro “Donne in cammino” domenica, 7 marzo, nella sala De Deo alcune riflessioni di Tonia Scarnera sulla donna, sulla sua condizione, sul suo futuro in un mondo in apparenza “conquistato”, di fatto pericolosa giungla nella quale sono in agguato pregiudizi ed ambiguità non solo “maschili”,  ma (e purtroppo) sempre più spesso femminili.

Il dottor Michele Cagnazzo, criminologo e presidente dell’Osservatorio Regionale sulla Legalità, ha salutato il pubblico, per altro numeroso, e presentato in linea generale le finalità dell’Osservatorio.

Dalila Bellacicco ha affrontato le tematiche della libertà di pensiero e di informazione con considerazioni alquanto originali, lasciando che fossero i “profili squisitamente femminili” di ogni tempo: Olimpia De Gouges, Milena Gabanelli, Ilaria Alpi, Anna Politkoskaj e Oriana Fallaci a segnare, con il loro percorso professionale e di vita, l’evolversi di un’informazione declinata al femminile.

5-donneMargherita Pugliese ha quindi tratteggiato giuridicamente il fenomeno del mobbing, di fatto oggi, alla luce di recenti sentenze “punibile” per legge, sottolineando comunque le difficoltà legislative nel definirne e riconoscerne oggettivamente le caratteristiche. Ben delineati i profili del mobbizzato e dei suoi persecutori, spesso colleghi o superiori, delle strategie messe a punto per costringere il lavoratore, purtroppo sempre più spesso donna, a rifugiarsi nella malattia, a perdere stima di sé e persino a licenziarsi.

Agghiacciante l’esempio di donne mastectomizzate che dopo aver affrontato la battaglia contro il cancro si sono viste togliere incarichi, lavoro e a volte la stessa scrivania.

Angela Leo ha affrontato il problema dello “stalking” e delle dinamiche che si innescano tra vittima e persecutore, con un rapido excursus sulla tipologia del reato, da solo un anno riconosciuto come tale.

4-donneAlla luce della recente giurisprudenza emerge che tale “crimine” affiora sempre più spesso nello stesso nucleo familiare, essendo alcuni partner incapaci di accettare l’abbandono.

Devastanti gli effetti collaterali sulla prole, che Antonia Conte, nel suo intervento ha definito vittime di stalking passivo.

Ultimo a conferire, penalizzato dall’eloquenza delle relatrici, Nicola Russo, magistrato e presidente di Taranto Futura, il quale ha sottolineato l’importanza della presenza femminile nel mondo politico, le cosiddette quote rosa, di cui ha chiesto il rispetto appellandosi all’articolo 48 dello statuto provinciale di Taranto, essendo tale provincia “rea” di non averne rispettato i dettami.

Il ricorso accolto dal TAR di Lecce, presentato dal comitato cittadino Taranto Futura, diretto dallo stesso Russo, ha creato un precedente importante e ad oggi in tanti si appellano a tale sentenza, attivando ricorsi in tutta Italia contro enti, province e regioni non rispettose della legge nazionale che prevede il 30% minimo di presenze femminili negli organi esecutivi, e dei singoli statuti.

Una conquista importante, che apre scenari promettenti, sempre che la donna voglia scendere in campo, punto dolente emerso nel dibattito…

2-donneMelina Procino, nel suo intervento lamenta, infatti, una forte latitanza della presenza femminile nel mondo politico, la scarsa propensione a mettersi in gioco, ad intraprendere un progetto di formazione politica che offra gli strumenti per ben governare. Francesca Soardi invita a puntare sulla cultura, essendo le donne madri ed educatrici delle classi politiche maschili e femminili di ogni tempo, un ruolo di grande responsabilità spesso sottovalutato.

Rosa Augelli ha ribadito che un buon governo renderebbe inutile l’appello alle quote rosa, le donne pretendono politici responsabili ancor prima che “poltrone”.

Margherita Pugliese ha appoggiato questa tesi sostenendo che per una donna che lavora e non ha nella gestione della casa e dei figli il sostegno del coniuge è impensabile se non impossibile intraprendere una carriera politica, trascurando ancor di più la famiglia, chi è al governo deve creare servizi, offrire sostegno concreto alle famiglie, asili con orari più flessibili… presupposti ad oggi quasi inesistenti.

Angela Leo ritiene offensivo il termine “quote rosa”, “…siamo prima di tutto “persone” – sottolinea l’avvocato - è già di per sé umiliante e discriminante essere strumentalizzate anche per fini politici, quando siamo in grado di costruirci brillanti carriere con le nostre forze e la nostra determinazione”.

Il problema – ribadisce Tonia Scarnera - è che il mondo politico teme la presenza di donne negli esecutivi, essendo le stesse meno disponibili al compromesso”.

Il dibattito animato da tanti contributi si è concluso alle 21.30, ben oltre le previsioni, con la consegna da parte di Tonia di un grazioso mazzolino di mimose (alle signore) e di un attestato di partecipazione incorniciato e raffigurante la stessa locandina a tutti relatori, un pensiero davvero molto gradito in ricordo di una serata all’insegna della femminilità partecipata.

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